EDUCAZIONE ALL'AMORE E INFORMAZIONE SESSUALE

di Bartolomeo Di Pierro S.J.

 

            “Stupore, ammirazione, meraviglia, ecco cosa ho provato ascoltando P. Di Pierro, il quale mi ha trasmesso tanto di quell’amore, che nessun’altro avrebbe potuto trasmettermi.
            Sono sicuro che molti ragazzi, come me, avranno appreso molto da lui. Egli ha impressionato non solo me, ma anche tutti quelli che lo ascoltavano.
            Ha provato a spiegarci il nostro corpo, il nostro organismo, come siamo fatti, cosa che nessuno di noi saprebbe spiegarsi da solo.
            Tante cose che non conoscevo mi sono state insegnate, ed ho appreso tutto. Sono soddisfatto”.
            Così dà inizio alla relazione di due facciate di protocollo, seguita al primo incontro su “l’Educazione all’amore e informazione sessuale”, Antonio Terio, un ragazzo della quinta elementare sez. B del nostro Istituto.

          Ho cominciato sei anni fa a tenere alcuni incontri sulla preparazione alla vita ai ragazzi di quinta elementare, in seguito ad una richiesta delle insegnanti, per le domande delicate e imbarazzanti rivolte loro dagli alunni, sull’origine della propria esistenza. Avevo un’esperienza di dieci anni di lavoro, nella preparazione al matrimonio delle coppie, ed ho riportato questa esperienza nel campo scolastico, a livello di ragazzi, di adolescenti, di giovani e di famiglie, non appena arrivai a Bari, dove i miei superiori mi avevano trasferito da Napoli. 

Scopo degli incontri
 
            Lo scopo di questi incontri è stato non solo di dare una sana e serena informazione sul problema della propria origine, ma soprattutto la formazione di tutta la personalità del ragazzo, adolescente, giovane, nella situazione in cui si viene a trovare nelle varie fasi della età evolutiva, fino alla maturità umana e cristiana.
            Intesa in questo modo implica una concezione dell’uomo. Naturalmente ho messo alla base l’antropologia “personalistica”, considerando la persona umana come Spirito incarnato e corpo unito inscindibilmente con la sua componente spirituale. Non si può portare il ragazzo alla conoscenza del proprio corpo, né prepararlo alla vita senza coinvolgerlo in tutti i risvolti spirituali che comporta la sua persona umana.
           E poiché i primi educatori sono i genitori, sin dal principio, quando si è trattato di ragazzi di quinta elementare e di terza media, ho coinvolto i genitori.
            Prima di iniziare gli incontri con i ragazzi ho invitato i genitori ad un “incontro previo” per affrontare con loro il problema, presentare le tematiche che sarebbero state trattate, esporre il metodo, visionare insieme il materiale audiovisivo che avrei usato, in modo da facilitare una collaborazione tra scuola e famiglia e suscitare un dialogo aperto tra genitori e figli, sui problemi più intimi e delicati della formazione della loro personalità. 
Le tematiche
 
            Le tematiche trattate sono ispirate a comunicare i valori fondamentali della vita e dell’amore; il modo di presentarli è tale, che non si limita solo ad informare e illuminare l’intelligenza, con la conoscenza scientifica di tutto ciò che riguarda il nostro essere umano, quanto ad educare, cioè far vivere i valori conosciuti, nella vita di ogni giorno, nelle relazioni interpersonali con Dio, creatore della vita, con i genitori, trasmettitori e pro-creatori della vita, e con gli altri, recettori di questo grande dono sacro.
            Il susseguirsi delle tematiche in genere è il seguente:
 
Primo corso: (quinta elementare)
 
1.      Concetto di vita come dono di Dio; l’uso della vita secondo l’intenzione del donatore; intenzione che scopro conoscendo come sono fatto e come funziona il mio organismo.
Di qui il valore della libertà e responsabilità nell’uso del dono della vita ricevuto da Dio.
2.      Come fa Dio a donarmi questo dono meraviglioso attraverso i genitori? Qui si inserisce la conoscenza del processo procreativo, illustrato con diapositive appropriate.
3.      Questo dono mi viene dato perché un giorno anch’io possa collaborare con Dio a trasmetterlo ad altre vite umane, quando sarò genitore; perciò va custodito, curato e rispettato con tutto ciò che Dio ha messo nel mio corpo per dare origine a nuovi esseri umani.
Il ragazzo viene quindi informato e responsabilizzato insieme, e man mano che gli si presenta la scoperta del nostro meraviglioso corpo, approfondendo più o meno secondo le richieste del ragazzo, lo si educa ai valori, aprendolo alla vita:”Tu, domani,…sarai un trasmettitore di vita, un ….prop-creatore, un vice-Dio, per i tuoi figli”.
 
Secondo corso: (terza media)
 
1.      Si affrontano i problemi della pubertà e preadolescenza, con la problematica che egli vive a questa età: la maturazione sessuale, l’apertura all’amore verso la persona dell’altro sesso con tutta la responsabilità che questo nuovo evento coinvolge.
2.      Perciò la necessità – già a questa età – di trattare l’argomento della accoglienza della vita sin dal suo primo apparire, - l’aborto, quale distruzione della vita, le malformazioni e le sue cause, e come molte di esse si possono prevenire, sin dall’età preadolescente, - responsabilizzandolo pienamente nel vivere questo momento importantissimo della vita.
 
Terzo corso: (terzo liceo classico e quinto scientifico)
 
            Con questi alunni affronto in pieno, e senza mezzi termini, le tematiche:
1.      L’amore responsabile – i rapporti prematrimoniali
2.      La procreazione responsabile e maternità e paternità cosciente
3.      I metodi naturali per una procreazione responsabile
4.      La contraccezione naturale e artificiale
Così cerco di aiutarli ad affrontare la vita con maggiore consapevolezza e responsabilità.
Risultati:
Questi incontri tenuti con i figli, spesso hanno suscitato anche nei genitori il desiderio di approfondire a loro livello la problematica.
            E così, per quattro volte in cinque anni, abbiamo organizzato e attuato un corso di quattro incontri con i genitori su problemi dei genitori.
            Le tematiche sono state quelle trattate con i maturandi dell’ultimo anno, s’intende, a livello di coppia sposata e con figli.
            Il risultato che si ottiene, dopo questi incontri, non è facile riscontrarlo: il seme fruttifica a lunga scadenza.
            Tuttavia, il fatto che molti genitori, ogni anni, mi chiedono. “Padre, quest’anno farà gli incontri sull’educazione all’amore?”, “Perché mio figlio quest’anno fa la quinta elementare!”, “ E… nelle medie niente farà per i nostri ragazzi?”, mi fa capire che il risultato è visto positivamente dagli stessi genitori.
            Io, personalmente, ho potuto notare nei ragazzi di terza media, che avevano seguito il primo corso in quinta elementare, una maturità insospettata, a differenza di quelli, con i quali si affrontava il problema in terza media per la prima volta.
            Oggi si parla tanto di educazione sessuale nelle scuole.
            A chi sarà affidato questo compito? Chi avrà questo compito si ispirerà ad una antropologia personalistica, cercando di educare la persona integrale del ragazzo, oppure ad una antropologia naturalistica e permissiva, limitandosi alla semplice informazione sessuale, così detta “neutra”, che porta soltanto a quanto presentato dai mass-media, amore e sessualità  cioè come merce di scambio, con assenza quasi totale di veri valori?
            Saranno capaci i nostri ragazzi, dopo gli incontri avuti su questo argomento nel nostro Istituto, di non lasciarsi influenzare negativamente da tutto ciò che li circonda, e rifarsi ai motivi-valore, che sono stati presentati loro insieme alla sana e serena informazione?
            E’ quanto mi auguro, e per cui mi impegno a continuare il mio lavoro.