SESSANT'ANNI DI IMPEGNO PER FARE DEL DI CAGNO UNA SCUOLA INTRAMONTABILE

di Giuseppe Mele - V elementare, sez. B

 

Ancora una volta è primavera. Dalla finestra della mia classe posso seguire l’eterno avvicendarsi delle stagioni sul muro di cinta della “mia” scuola; in alcuni mesi coperta di edera lussureggiante, in altri di giovani abeti, in altri ancora di splendide buganville incantevoli nel loro viola trionfante.
Mi soffermo un istante a pensare e mi rendo conto di amare la mia scuola come una parte di me stesso, a volte senza rendermene conto, altre invece avvertendo acutamente l’affetto che ho per queste mura.
Ma perché l’amo?
Forse per il calore che mi dà, per la sicurezza che mi infonde, per tutto quello che mi insegna.
O forse ancora perché fra questi banchi, in queste aule, si sta consumando la mia fanciullezza fra i compagni di sempre, la mia maestra che adoro, i tanti amici e personaggi (Gaetano, Maria,Gennaro..)che popolano la mia vita di bambino.
Ma tralasciando per un attimo questi legami affettivi, mi chiedo perché i miei genitori abbiano scelto il Di Cagno Abbrescia per i miei studi.
Mio padre mi ha spiegato che da sempre i gesuiti sono considerati come i migliori insegnati del mondo, grazie alla superiorità della loro preparazione che ha fatto della Compagnia di Gesù l’ordine più religioso più grande della chiesa cattolica.
Abituati a girare il mondo i venticinquemila membri della Compagnia di Gesù sono sparsi in centodieci paesi nei quali svolgono le più diverse attività: accanto ad umili parroci ci sono fisici, matematici, linguisti illustri, tutti impegnati a fare della povertà nel mondo il loro obbiettivo principale, traendo ispirazione dalla S. Scrittura e in particolare dal Discorso della montagna (Beati i poveri in spirito).
A questi educatori i miei genitori hanno affidato la mia formazione culturale e spirituale, sicuri e fiduciosi che faranno di me una persona responsabile, colta, preparata alla vita ma, soprattutto, sperano che io diventi un buon cattolico e un uomo libero.