L'ASSOCIAZIONE GENITORI

di
Donato Benegiamo - Presidente dell'Associazione

 

        Se, in genere, il delegare alla scuola l’istruzione e l’educazione dei figli non esaurisce il dovere primario dei genitori, tanto meno possono ritenere adempiuto il loro obbligo i genitori che affidano i propri figli a scuole cattoliche, se non siano consapevoli del significato della scelta compiuta, la quale non può essere suggerita soltanto da ragioni di convenienza o, come talora avviene, di malinteso prestigio.
            Essi non devono dimenticare – senza personale responsabilità – che tale scelta comporta non solo una coerente adesione ai principi cristiani, e quindi ai valori della fede cattolica e al magistero della Chiesa segnatamente in tema di educazione, ma il dovere morale di perseguirne personalmente e attivamente l’attuazione, in un rapporto costante e aperto con la scuola stessa per la completa formazione dei figli.
            Ma v’è di più. Nel momento in cui vivace e intenso si fa il dibattito sulle possibilità e modalità di coesistenza, anzi sul rapporto-competizione (nel più elevato senso del termine) tra scuola pubblica e privata, la scuola cattolica deve proporsi di sostenere il primato della famiglia nell’educazione e nell’istruzione dei figli, per diritto naturale dei genitori e per diritto-dovere costituzionale; ma proprio in ragione del pluralismo culturale e istituzionale che rivendica, deve sentirsi maggiormente impegnata a dimostrare la validità dei principi, degli ideali e dei valori che propugna, a formare e proporre allo Stato e alla comunità civile cittadini seri, fedeli, moralmente integri e professionalmente qualificati.
            Si tratta, com’è evidente, di una responsabilità tanto più rimarchevole nel momento in cui si domanda un’appropriata applicazione della Carta Costituzionale; la quale impone che lo Stato, nel fissare per legge diritti e obblighi delle scuole non statali, ne garantisca la “piena libertà” e “ai loro alunni un trattamento scolastico equipollente a quello degli alunni di scuole statali”. Non basta cioè pretendere l’emanazione formale di una legge, se non ci si propone poi di farne corretta e responsabile applicazione, rendendosi partecipi e garanti di una formazione adeguata.
            Occorre che di ciò ci rendiamo conto sempre più compiutamente noi genitori degli alunni del Di Cagno, che ci siamo costituiti in libera associazione per concorrere – con ogni possibile supporto alle attività scolastiche, parascolastiche e formative – al conseguimento di quegli scopi e di quegli obiettivi, consacrati nel nostro statuto.
            I tempi nuovi e le problematiche nuove dovrebbero farci più avvertiti e pronti a partecipare più intensamente alla vita dell’associazione, alle sue assemblee, alle sue iniziative: insostituibile è il contributo di testimonianze, di idee, di proposte, di suggerimenti che ognuno può dare.
            L’associazione si è data una struttura semplice e snella proprio perché attraverso gli organi liberamente eletti dall’assemblea dei genitori e dai consigli di classe, cioè attraverso i delegati di classe, il consiglio direttivo, i singoli dirigenti, si possa instaurare un rapporto costante e vivo con le altre componenti dell’Istituto, con i Padri innanzi tutto, ma anche con i docenti, i collaboratori, le organizzazioni giovanili, gli ex-alunni; perché si possa insomma formare una comunità educativa coordinata e valida, capace di attendere, alla luce di valori che reputiamo essenziali e immutabili (di là dalle mode, dal decadimento dei costumi, e dal lassismo di culture che si adeguano ai tempi anzicchè dominarli e orientarli a superiori conquiste, come sarebbe loro vera funzione), alla formazione integrale e perciò, nel senso sopra accennato, competitiva dei nostri figli.
            In tale prospettiva l’attuale Consiglio Direttivo ha considerato che siano da privilegiare innanzi tutto le iniziative formative e da stimare preziosi tutti i rapporti con organizzazioni consimili, cioè con istituzioni e singoli che si riconoscono nei principi e nella realtà cristiani.
            Con questo spirito abbiamo accolto il nostro amato Pastore S.E. Mons. Mariano Magrassi, Arcivescovo di Bari, che in una suggestiva conferenza-colloquio, ha voluto intrattenersi, con la paterna affabilità che gli è propria, con genitori ed alunni in occasione della ricorrenza pasquale.
            Con il medesimo intento di partecipazione e di testimonianza abbiamo recentemente collaborato con la Sezione di Bari dell’Unione Giuristi Cattolici, presieduta da S.E. Gennaro Ferorelli, e con l’Associazione Ex-alunni dell’Istituto, presieduta dal Dott. Giuseppe Mastronardi, per l’organizzazione e la riuscita della presentazione, da parte del Magnifico Rettore dell’Università di Lecce, prof. Donato Valli, del volume “Il Vangelo di mia mamma”, del prof. Pierluigi Zampetti, Ordinario di Dottrina dello Stato e già componente del Consiglio Superiore della Magistratura: una serata memorabile, che molti avrebbero voluto si fosse ripetuta a beneficio esclusivo degli alunni, segnatamente delle classi superiori.
            Si tratta di cenni emplificativi; giacchè non sarebbero da sottacere (al solo fine di indicare le possibilità di collaborazione che si aprono per la nostra associazione) i sussidi peculiari a talune classi o componenti scolastiche, o i contributi che consentono la maggiore partecipazione possibile dei nostri giovani a conferenze, rappresentazioni e concerti di particolare risalto nel panorama degli attuali fermenti culturali baresi: testimonianza dell’intento di non costringere gli alunni (come si paventa) nell’ambito dell’Istituto, ma di prepararli spiritualmente e culturalmente ad ogni rapporto-confronto, critico e costruttivo, con la realtà sociale circostante.
            Rientra nel programma di incrementare la funzione associativa la nostra più qualificata rappresentanza presso il Comitato Regionale dell’A.Ge.S.C. – Assoc.Genitori Scuole Cattoliche -, cui aderiamo; rappresentanza guidata dal carissimo prof. Nadim R. Vlora, che con tanta perizia e dedizione ci ha guidato negli ultimi anni.
            Anche il presente numero unico, che il comitato Direttivo ha voluto, nella ricorrenza del sessantesimo dell’Istituto, affinché i cari Padri, e in particolare l’impareggiabile Rettore, P. Rodolfo Bozzi, ci sentano partecipi e sensibili alla loro generosa diuturna fatica, vuole essere un’occasione di richiamo alla nostra responsabilità di genitori cristiani e di rinnovato impegno. Sarebbe davvero grande consolazione, nell’umiltà cristiano che tutti i successi riconosce all’intervento soprannaturale e alla grazia, vedere il Di Cagno-Abbrescia confermarsi nel suo più vero “prestigio”, come faro di formazione dei giovani e di cultura cattolica.