LO SPORT AL DI CAGNO ABBRESCIA

di
Sergio De Giosa S.J.
direttore del Centro Sportivo Calò-Carducci

 

E’ di lunga data lo sport al Di Cagno.
            La simpatia della gioventù per un dato sport dipende da tante cause: alcune di esse imponderabili.
            Così, in passato, abbiamo avuto sportivi a centinaia, che hanno seguito la scherma, lo judo, il pattinaggio. Sports che ora, all’Istituto, sono un ricorso in fotografie.
            Al momento, rimane un buon numero di alunni che seguono sui nostri campi un corso di tennis che dura sette mesi con gare a fine d’anno; c’è pure un gruppo per la ginnastica e la palla-volo.
            C’è però uno sport – il calcio – che è sempre vissuto rigoglioso, soprattutto in questi ultimi venti anni.
            L’anno calcistico è iniziato a ottobre con 119 squadre, di cui 30 SQUADRE per il CAMPIONATO UNIVERSITARIO (provenienti dalle facoltà più diverse). Tra gli universitari molti ex alunni, parecchi laureati, ai quali non si è potuto dire di no, perché hanno reclamato: “Siamo stati presenti fin dalle classi elementari!”.
            24 SQUADRE di liceo per il CAMPIONATO di SERIE A (con elementi provenienti da tutte le scuole di Bari).
            20 SQUADRE di alunni del Biennio (con elementi provenienti da varie scuole) per il CAMPIONATO detto di Serie B.
            20 SQUADRE  per il CAMPIONATO MEDIE ISTITUTI VARI.
            13 SQUADRE per il CAMPIONATO detto di serie C, riservato solo agli alunni delle classi Medie del nostro Istituto.
            12 SQUADRE per il CAMPIONATO di SERIE D, riservato solo agli alunni delle classi elementari dell’Istituto.
            Tutti i singoli giocatori accedono all’iscrizione muniti di certificato medico e di frequenza (libretto universitario per gli uni, certificato scolastico per gli altri).

Il tesseramento è fatto presso il C.S.I. (Centro Sportivo Italiano) con 3 foto e tutti i dati anagrafici. Il tesserino vidimato, comprensivo di assicurazione, si articola in tre parti, di cui una viene spedita al Centro Sportivo di Roma, la seconda all’organizzazione del Di Cagno e la terza rimane al giocatore per farsi riconoscere dall’Arbitro prima della gara.
            Quattro grandi bacheche espongono, settimanalmente, partite di gara, risultati, classifiche, provvedimenti disciplinari, avvisi.
            Uno stuolo di arbitri qualificati e alcuni collaboratori costituiscono la tela organizzativa. Lo spirito di famiglia pervade tutti.
            I collaboratori più esperti, all’inizio di ogni anno calcistico, hanno il compito di riunire i capitani e vice capitani delle singole categorie per consegnare loro i rispettivi Regolamenti, dopo averli letti e commentati.
            Il primo punto del Regolamento dice testualmente: “Il Torneo ha lo scopo di dare ogni settimana, tra le assillanti occupazioni scolastiche, una parentesi di svago e un’occasione per trovarsi tra amici.
            L’appuntamento di gioco settimanale deve essere per ogni giocatore un momento per dare e ricevere amicizia e benevolenza”.
            A proposito di arbitri e collaboratori, ricordiamo qui, per riconoscenza, i più distinti: Roseto Vittorio, Lepore Mattia, Cardone Adolfo, il prof. Zonno Onofrio, Ravazzi Carlo, avv. De Leonardis e il prof. Blasi Sandro.
            Lo spirito di corpo viene mantenuto vivo, oltre che dall’ideale sportivo, anche da qualche riunione conviviale, in cui si mettono a fuoco i problemi del momento. In tale circostanza vengono invitati anche i benefattori e consiglieri emeriti. Tra questi, per gratitudine ricordiamo il dott. Menotti Garibaldi e il Giudice Leonardo Rinella.
            A coronamento di tutto l’anno calcistico, come è ovvio, c’è la GRANDE PREMIAZIONE , che, di solito, avviene verso la fine di maggio: alla presenza di una grande folla di parenti e familiari, dopo il ringraziamento a Dio, datore di ogni bene, vengono consegnati tra una pioggia di applausi e grida festose, coppe e medaglie, tributo dovuto ai vincitori.
            A quanti hanno collaborato la medaglia è rappresentata dalla soddisfazione di aver dato, per circa otto mesi, a tanti giovani l’opportunità di tante ore di sano svago che li tempra per la vita.