COMPUTERS AL DI CAGNO

di
Maria Grazia Campagna e Rocco Berloco - III Liceo, sez. B

 

     Il futuro è già oggi, dal momento che dalla realtà odierna si presume il mondo di domani.
     Se l’educazione del giovane deve servire a formare un adulto inserito e partecipe al discorso sociale, non può essa prescindere da una visione globale della conoscenza.
     In quest’ottica si inserisce l’inserimento da parte dell’Istituto di alcuni corsi pomeridiani d’informatica a disposizione degli alunni, che hanno la possibilità di mettere in pratica le teorie apprese su tre “Personal Computer I.B.M.” e su un più complesso “XT B.M.”.
     Le strutture si differenziano per i più piccoli, anch’essi coinvolti nelle intenzioni pedagogiche a carattere pratico-scientifico, con svariati “Commodore 64” .
     I corsi impartiti durante il precedente anno scolastico hanno preso in considerazione le diverse capacità di apprendimento e di partecipazione peculiari dei singoli cicli scolastici,proponendo ai frequentandi due corsi a disposizione delle classi elementari, altrettanti per le medie inferiori ed uno per le medie superiori.
Il discorso informatico si è dipanato partendo da nozioni basilari sulla struttura delle macchine, inserendo gradualmente elementi di matematica binaria e di algoritmica, per approdare ai necessari fondamenti del linguaggio basic. Pregiudizio diffuso è quello di considerare l’informatica come uno dei campi di approfondimento delle tante innovazione tecnologiche e perciò campo riservato a specialisti; sarebbe necessario, invece, che l’attività legata al computer non fosse condannata a sterilità, ma, per gli studenti di domani e già per i professionisti di oggi, andasse combinata con altre materie, e quindi deve diventare il metodo di base e linguaggio comune a livello internazionale.

     Per agevolare la diffusione di questa “forma mentis” il Di Cagno ha pensato di inserire come iniziativa sperimentale l’insegnamento dell’informatica in due sezioni dell’ultimo anno delle scuole medie inferiori, momentaneamente contemplate nel palinsesto didattico dell’educazione tecnica, non relegato al singolo campo teorico, ma sfociante nelle differenti applicazioni pratiche.
     Purtroppo il problema riscontrato è un accostamento freddo e superficiale da parte dei giovani alunni nei confronti di simili iniziative, ma qualora aumentasse la loro partecipazione e l’interesse, si potrebbe passare all’attuazione di progetti ancora in embrione, quali la creazione di un secondo laboratorio per i più piccoli, l’estensione dell’educazione tecnico-informatica all’intero ciclo delle medie inferiori e la realizzazione di nuovi corsi per le medie superiori.
     Del resto anche l’invenzione dell’automobile, a suo tempo, suscitò tanti clamori e grida di orrore, oggi, invece, è entrata nel quotidiano, diventando sinonimo di comodità e benessere: probabilmente accadrà lo stesso per il computer.
     Infatti i refrattari al progresso temono un pericoloso salto nel buio, ma forse il Duemila individuerà nel computer… il nostro “alter ego”!..